La mutua cooperazione

La mutua cooperazione

Per la mutua cooperazione.

Nelle ultime settimane siamo stati bersagliati da informazioni discordanti e che affermavano ragioni alle volte opposte, altre volte contraddittorie e se applicavo il principio della selezione e quindi di chi ha ragione o torto rimanevo in uno stato di confusione. Da quando ho cercato una visione comune e cooperativa allora mi è stato più chiaro la direzione in cui coerentemente sentivo indirizzati i miei pensieri di comprensione. Cercando una linea comune tra le opinioni estratte dai video di alcuni medici e non, che si occupano in qualche modo nella loro professione lavorativa di malattie,….. tra le opinioni credo più significative di medici e pensatori da cui sono partito che sono di Ernesto Burgio, Stefano Montanari, Francesco Oliviero, Migliori il cui intervento sembra essere stato ritirato, Klaus Koehnlein, Quique Caubet, Samuel Cerruti. Credo che altri contributi come quelli di Thomas Cowan, Gunter Pauli, Milton Friedman, Rockfeller Foundation, Ivan Ilic, Jack Attali che trattano ….di ambiente, di questioni politiche e socio-economiche che penso pertinenti, diversi di questi medici o pensatori indicano delle intenzioni manipolatorie e manovre poco chiare dietro a quanto accade oggi. Alcuni medici sembra perplessi sugli equivoci, le assenze e le spiegazioni parziali fornite dal settore informativo e da una parte di quello ufficiale.

Le possibili intenzioni manipolatorie non le escludo a priori, cito un dato per tutti : se confrontiamo le informazioni che invadono ogni nostro canale comunicativo e i comunicati, che vengono emanati l’istituto superiore della salute Italiana sui casi di decesso, in cui si poteva attribuire alla sola presenza di C19 come unica causa del decesso, accompagnando l’informazione indicando che non si sono potute riscontrare altre patologie, e quindi è come dire che non si possono escludere che esistessero am solo che non si sono potute trovare, ad oggi 28 marzo 2020 queste morti sarebbero solo una dozzina.

Posso solo aggiungere che la nostra democrazia è stata un passo avanti rispetto a regimi totalitari del recente e lontano passato e…… che però è solo un inizio del cammino, verso il rispetto di tutti nessuno escluso, e non è da confondere con il fine ultimo, vale sopra tutte le altre ragioni il fatto che la democrazia come risultato della volontà dei cittadini una mediazione tra le parti in cui vince la volontà dei più a discapito dei meno, ……credo che il nostro processo evolutivo deve prendere in considerazione un altro scalino ovvero quello della unione e dell’unanimità quanto il nostro pieno rispetto verso l’altro da noi.

La mia osservazione personale, è sicuramente parziale e non esaustiva, e mi dirigo a cercare dove posso chiarirmi le idee sulla salute inanzi tutto. Se osserviamo quale è lo spartiacque in cui disporre i pensieri dei contributi, letti o ascoltati, possiamo mettere un ordine tra le loro affermazioni differenziandole con se tendono più verso la lotta (Darwin) o verso la cooperazione (mutua cooperazione)…

A differenza di quanto espresso da Darwin dove gli organismi della stessa specie si evolvono nel tempo attraverso il processo della selezione naturale da cui poi si è passati al concetto banalizzato dove la evoluzione si attua attraverso la selezione del più adatto o forte, il principio della mutua cooperazione afferma che il maggior impulso alla evoluzione è avvenuto e avviene con questo stesso principio che oggi finalmente viene riconosciuto. I limiti dell’affermazione di Darwin che per altro sono stati uno scalino su cui salire per capire meglio in quella epoca alcune relazioni che intercorrono nelle specie, parlano limitatamente dell’ambito della stessa specie invece la mutua cooperazione si attua anche tra le specie differenti, e questa idea posso dire che la sento risuonare dentro di me più armoniosamente. Altro motivo della mia preferenza è che seguendo il proposito di analizzare anche trasversalmente la cooperazione tra gli esseri viventi (tutti) osservo con maggiore chiarezza gli eventi che accadono. I fronti medici sembra che indichino: l’uno prima la eradicazione del virus nel presente e in quella futura, l’altro subito la accettazione della sua presenza e poi conseguentemente le loro proposte di azione con cui indicano le loro strategie. Però nelle strategie la divisione non è così netta perché in tutti gli interventi si parla di trovare una qualche forma di transizione di avvicinamento ammettendo la eventualità che prima o poi verremo in contatto con C19. ……….E’ evidente che anche contraddicendo un mio precedente commento questa “influenza” per una qualche ragione non sia esattamente la solita influenza periodica annuale che ci attraversa, il motivo principale della sua serietà, è che si installa in un organo bersaglio (Oliviero) dal quale attingiamo una fonte energetica ogni pochi secondi, voglio dire se fosse di tipo intestinale le nostre esperienze ci dicono che si può stare senza cibo per tempi anche prolungati ovvero giorni, settimane, ma senza respirare possiamo durare solo in termini di minuti….

La capacità del C19 di dialogare con il nostro corpo sembra che sia alta e rapida. Abbiamo poche possibilità di impedire questo dialogo, e la unica difesa disponibile è fornita dal nostro “sistema globale” che sostiene e organizza il nostro organismo nel modo migliore e basato non solo sulla sua esperienza ma anche sulla sua orientazione, il cui orizzonte è la salute e non la malattia. …Se si parla solo di sistema immunitario quasi si omette che siamo in simbiosi con miliardi di microorganismi (batteri, funghi, virus, enzimi etc) che interagiscono e cooperano con noi dentro e fuori di noi, si nasconde in qualche forma l’ambiente in cui viviamo che opera per la salute del sistema intero, dal micro-ambiente al macro-ambiente, e tralasciamo che siamo fatti di energia e che interagiamo con queste forze di cui conosciamo poco, di cui attività e conseguenze, omettiamo che siamo soggetti a interazioni emotive, e omettiamo che nel nostro profondo siamo anche motivati da aspirazioni spirituali. Tutto questo sistema intero e globale ha una funzione attiva nella nostra vita e se non lo prendiamo globalmente in considerazione perdiamo la bussola del buon senso e questo ci allontanerà dalla salute….. La vera differenza che distingue i due fronti è quindi: per la prima “eliminiamo” l’intruso, la seconda subito “dialoghiamo” con questo soggetto considerando le varie cautele ma poi in entrambi questo reale dialogo è contenuto comunque perché anche chi dice uccidiamolo pensa ad un vaccino e ammette che oltre a indicare una forma limitata, ma non assoluta, di esposizione può aiutare, e comunque posto che avessimo di fronte un “individuo C19” con caratteristiche stabili la sua propagazione sarebbe più rapida della formulazione e sperimentazione necessaria prima che il rimedio possa essere disponibile, e quindi entrambi assumono che dobbiamo dialogare e che qualsiasi altra scelta sarebbe irrealistica. La generalità dei consigli parla di eradicare secondo il principio, passato per l’occidente che la pratica corretta è quella di eliminare dall’ambiente il “nocivo” ricordo però che Pasteur indicò alla fine della sua vita come “il terreno è tutto” contraddicendo la direzione nella sua ricerca del piccolo e nel controllare-eliminare il nocivo, il dubbio mi pare sensato il rischio è che cercando di eliminare uno eliminiamo probabilmente quasi tutti. ……Come si può essere così ingenui a scrivere che bisogna usare un “ammazza tutto” per eliminare il C19, posto che lo possa fare davvero nella realtà, e che possa avere una capacità solo verso un tipo di virus e cancellare dalle considerazioni la possibilità che possa avere ripercussioni sul sistema globale? L’uso indiscriminato degli antibiotici non ha insegnato nulla sulla loro attività del nostro sistema globale? Davvero questa mi sembra la cosa più assurda e primitiva di tutti i commenti, anche se capisco la paura. L’unico faro politico e sociale nel panorama mondiale è la notizia che la Corea del sud sta utilizzando al posto dei disinfettanti miscele di microorganismi benefici per controllare meglio l’ambiente il supposto “patogeno” irrorando le strade con queste soluzioni diluite…… Credo che se allontaniamo da noi i sentimenti e le emozioni che ci possono attraversare in questi momenti possiamo solo accettare il fatto che molto probabilmente prima o poi verremo in contatto con questo “soggetto” e che se il nostro “terreno” non è in salute ovvero equilibrato possono sorgere problemi quindi sarebbe bene venire in contatto con lui in modo graduale e progressivo.

…..Sia che si tratti di un virus morto o pseudo tale, che sia di laboratorio o che abbia fatto il salto di specie, o che lo indichiamo come una informazione genetica, o un soggetto elettromagnetico in tutti i casi con il tempo C19 dialogherà con il nostro corredo genetico e una volta adattato si installerà con buona pace di tutti come una informazione che sarà utile nel caso in cui lo re-incontreremo avendo già elaborato una risposta collaborativa con lui e non antagonista…. Mi viene alla mente che nel passato quando per eliminare le persone che ostacolavano alcuni interessi si usava un veleno come l’arsenico, la strategia che utilizzavano per proteggere queste persone bersaglio, era far assumere al soggetto quantità scarse del veleno ogni giorno così che il corpo si abituava al principio velenoso e nel caso che a questo soggetto gli fosse stato somministrato una quantitativo di quel veleno non sarebbe deceduto perché già abituato alla sua presenza (Shock, – Burgio parla di una risposta simile del sistema immunitario).

Ciò che sembra utile e ragionevole evitare considerando che comunque con una alta probabilità ci verremo in contatto è: restare in ambienti chiusi che favoriscono la sua concentrazione, vivere negli ambienti estremamente asettici, i contatti fisici con persone che hanno sintomi o che sono state in contatto con persone che hanno avuto sintomi, rimanere in ambienti chiusi con queste e con molte persone, rimanere inattivi fisicamente, lasciare che pensieri negativi ci portino a comunicare gli stessi alle altre persone che conosciamo o con cui veniamo in contatto, seguire, con attitudine di eccessiva preoccupazione, informazioni provenienti da qualsiasi fonte, disinfettare ogni cosa compreso il nostro corpo quando l’uso dei normali saponi sarebbe sufficiente, frequentare gli ambienti affollati, avere pensieri negativi in linea con la possibile inevitabilità del contagio, fare attività fisica e mentale eccessiva che ci portino a consumare molte delle nostre risorse e pensando alle parole di Pasteur è ragionevole pensare che più il nostro “terreno” è vecchio, più è in difficoltà, più è indifeso, più è alterata la sua condizione di salute, più ha necessità di essere supportato artificialmente, maggiormente dovremmo seguire ciò che invece è preferibile: mantenere fisicamente per ora una giusta distanza dalle altre persone evitando baci e abbracci, fare attività fisica, stare all’aria aperta dove la sua concentrazione è minore e in concorrenza mutua con altri microrganismi, se dobbiamo permanere in ambienti chiusi sarà sufficiente che siano puliti e essere “meglio soli che male accompagnati”, meglio avere pensieri positivi, avere una igiene sufficientemente corretta e normale perché l’uso dei disinfettanti è superfluo se non dannoso quando già l’uso di un sapone è già sufficiente per ottenere una soglia accettabile per la propria integrità, assumere alimenti in un complesso variato dove siano presenti i grassi, le proteine, i carboidrati, vitamine e oligo elementi tutti questi ingredienti se assunti in forma naturale sono già contenuti in una dieta il più possibile variata ma allineata con le nostre caratteristiche anatomo-fisiologiche di assimilazione senza causare tossiemie.

La preoccupazione di sapere da dove abbia avuto origine C19 a livello generale è poco vantaggiosa nelle strategie di interazione positiva con lui, forse lo può essere per gli addetti ai lavori che sono coinvolti direttamente nella sua investigazione ma per noi in generale non saprei quanto possa essere utile. …..Se diamo una connotazione cooperativistica ai nostri pensieri pensando che C19 è una presenza attiva in qualche modo con il nostro sistema generale e individuale potremmo anche dargli il nome di “diverso”., di cui non conosciamo molto adottando misure tampone sicure e certe, fino a che o il nostro “sistema” di risposta formuli una reazione adeguata.

John Tilden chiamava con il nome di tossiemia la causa generale di insorgenza di una sintomatologia…… ed è un principio che viene considerato spartiacque per gli igienisti praticanti e fu formulata attraverso il suo contributo poi ribadito da H.Shelton nel secolo scorso. ……..Si basa su un principio dove dice, che tutte le malattie siano il risultato di uno stato tossiemico (uno stato tossico generale interno) in cui, per un qualche motivo, il corpo e quindi l’individuo sta soffrendo e da questo si genererebbero tutte le infermità. All’interno del discorso cooperazione viene lecito pensare che se moltiplichiamo le nostre eredità per il nostro stile di vita a cui aggiungiamo la qualità del ambiente in cui viviamo avremmo come risultato il nostro stato di salute attuale. Secondo me potrebbero venire declinate in una equazione contenente i componenti di cui il nostro sistema generale attivo è composto, tre fattori sarebbero quelli che inter-agiscono:

  1. le eredità ricevute dai nostri progenitori in cui sono comprese le informazioni genetiche, poi le informazioni individuali e quelle a noi trasmesse precedentemente al momento presente attraverso un qualche canale a nostra disposizione e che abbiamo raccolto e conservato anche inerenti a questa vita essendo sempre passato rispetto al momento presente
  2. lo stile di vita che conduciamo con le qualità e quantità relative nel quale sono comprese credenze, abitudini, alimentazione e attività, le relazioni tutte, le nostre aspettative,
  3. la condizione ambientale nella quale viviamo immersi, o medio ambiente che è il nostro contenitore con le sue componenti positive (salubrità,…) e negative (inquinamento,…),

il risultato sarà T come Tossiemia. La equazione conseguente sarebbe [(ErxSv)+A] = Tη , cioè le eredità moltiplicate per lo stile di vita a cui si somma la condizione ambientale dà come risultato la la condizione di quello che siamo oggi ( Tη perchè vedo 4 declinazioni di stato Tassente,Tlieve, Timportante, Tgrave).

Quindi con le opportune declinazioni individuali di ognuno dei tre fattori avremmo una serie variabile di risultati [(ErxSv)+A] = Tη da cui: se, le nostre eredità sono deficitarie moltiplicandole per il nostro stile di vita non adeguato biologicamente e/o fisiologicamente con le nostre caratteristiche anatomo-fisiologiche e mentali a cui sommiamo le condizioni ambientali che si stanno allontanando dalla corretta biologia in cui siamo nati, otterremmo un stato patologico di vari livelli ovvero una malattia più o meno grave. Se invece all’altro estremo delle combinazioni possibili dove le nostre eredità sono opportunamente buone e le moltiplichiamo per il nostro stile di vita che è adeguato ai nostri ritmi e capacità anatomo-fisiologiche a cui se aggiungiamo la buona qualità ambientale dove viviamo avremmo una Tossiemia assente sintomatologicamente parlando, chiaro che tra questi due estremi esistono una infinità di variabili. La alta percentuale di anziani tra i deceduti a mio parere non è dovuto ad una età avanzata, capisco la differenza tra un ventenne e un settantenne in termini di tempo vissuto, ma il focus della mortalità non è dovuto al maggior tempo vissuto se non al fatto che per maggior tempo le persone anziane hanno seguito uno stile di vita errato e contro la naturalità necessaria per condurre una vita sana, ricordo gli studi fatti su una popolazione che vive vicino al nord del Pakistan: gli Hunza la cui longevità (120 anni media) è accompagnata dalla salute con assenza delle infermità.